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Jazz’Inn 2026 a Ostra: quando un borgo diventa il laboratorio nazionale dell’innovazione collaborativa

Le città costruiscono infrastrutture. I borghi costruiscono relazioni. E quando le relazioni diventano metodo, nasce l’innovazione

Per una settimana Ostra non è stata semplicemente uno dei tanti borghi italiani ma è diventata un luogo in cui il futuro è stato progettato, un meta spazio, come le Città Invisibili di Italo Calvino, dove l’essenza di un luogo dipende dal nostro sguardo e dalla nostra capacità di immaginare alternative.

Tra i vicoli del centro storico, nelle sale del Teatro La Vittoria, nei chiostri, nei palazzi storici e nelle piazze del paese, centinaia di persone provenienti da tutta Italia hanno dimostrato (ancora una volta) che esiste un modo diverso di fare innovazione: più lento, più umano, più collaborativo e, soprattutto, che non esistono periferie dove l’intelligenza collettiva si riunisce.

È questo il significato più profondo della prima tappa di Jazz’Inn 2026, il living lab  che, nel suo decennale, ha scelto come filo conduttore Umanità Aumentata – Persone oltre la tecnologia. 

I numeri di un ecosistema che continua a crescere

I numeri raccontano solo una parte della storia, ma aiutano a comprenderne la dimensione.

La prima tappa di Jazz’Inn 2026 ha registrato:

Sono numeri importanti? Forse.

Il dato più significativo in realtà è un altro.

Sono le conversazioni nate spontaneamente, le collaborazioni avviate durante i tavoli di lavoro o davanti a un caffè, le idee condivise nei laboratori e nei talk, passeggiando tra le vie del borgo o ascoltando un concerto jazz.

Il borgo diventa piattaforma di innovazione

Jazz’Inn 2026 ci ha confermato ancora una volta che l’innovazione non si sviluppa soltanto nelle aree metropolitane e che un borgo non è soltanto un luogo da preservare, una cartolina del nostro passato utile per un weekend, ma può diventare un’infrastruttura sociale capace di accelerare la nascita di idee e progetti e stimolare investimenti e collaborazioni.

Ostra e il suo centro storico sono stati questo: un laboratorio diffuso.

  • Le sale comunali, diventate spazi di progettazione;
  • La piazza, trasformata in luogo di networking lento;
  • Il teatro storico, diventato un incubatore di visioni;
  • Il polo museale, area di open innovation tra tavoli di lavoro, laboratori e challenge;
  • Un intero paese che è diventato un demo smart lab per altri comuni.

Per una settimana il borgo ha cambiato funzione senza perdere la propria identità.

È forse questo è l’effetto più interessante del non evento: Jazz’Inn non “occupa” un territorio, lo attiva e trasforma in uno spazio generativo, dove l’intelligenza collettiva dei partecipanti trova naturalmente il suo habitat.

Cinque giorni, cinquantasei sfide, un solo metodo

Ogni Case Giver ha portato una sfida concreta.

  • Rigenerazione urbana.
  • Turismo sostenibile.
  • Sanità.
  • Mobilità.
  • Economia circolare.
  • Smart City.
  • Intelligenza artificiale.
  • Capacity building.
  • Innovazione industriale.

Le soluzioni non sono arrivate attraverso conferenze frontali.

Sono nate intorno ai tavoli di open innovation dove amministratori pubblici, imprenditori, ricercatori, professionisti, startup, studenti e cittadini hanno lavorato fianco a fianco, superando la tipica distinzione tra chi pone i problemi e chi propone le soluzioni.

Il programma ha alternato tavoli di lavoro, open talk, keynote speech, laboratori di innovazione e innovation challenge, ma lasciando sempre centrale il confronto diretto tra persone.

Le competenze non vengono messe in competizione: vengono messe in relazione.

Dal Welcome Day alle Madri della Pace

L’edizione 2026 si è aperta con un momento simbolico destinato a rimanere tra quelli più significativi del decennale.

Il collegamento con le 2 Madri della Pace ci ha messi di fronte ad una consapevolezza: non può esistere innovazione senza dialogo.

Un messaggio forte e coerente con il tema dell’“Umanità Aumentata” che identifica la decima edizione, proponendo una visione della tecnologia come strumento al servizio delle persone e non come fine ultimo, come ha espresso anche Papa Leone XIV con la sua prima enciclica Magnifica Humanitas

Gli innovatori non cercano soltanto investitori

Una delle caratteristiche che rende Jazz’Inn un “non evento” riguarda la Challenge.

In molti eventi startup e pmi innovative partecipano per cercare investitori.

A Ostra hanno cercato soprattutto relazioni, confronto e verifica.

Le 36 realtà selezionate hanno presentato soluzioni che spaziano dalla salute digitale alla mobilità sostenibile, dal turismo intelligente all’intelligenza artificiale, fino alla valorizzazione culturale e all’economia circolare ma hanno anche partecipato ai tavoli di lavoro dei case giver, potendo condividere le proprie soluzioni con le esigenze reali dei potenziali utenti.

L’obiettivo: costruire partnership per dare risposte anche agli investitori

Sounds good? Il jazz come metodo di lavoro

C’è un motivo per cui Jazz’Inn si chiama così.

Il jazz rappresenta una metafora: ogni musicista improvvisa, ma nessuno suona da solo, e soprattutto tutti sanno ascoltare il “suono” degli altri.

Esattamente come accade nei tavoli di open innovation.

Le serate musicali nel centro storico non sono state solo momento conviviale un’occasione per ritrovarsi.

Hanno rappresentato il proseguimento dei lavori svolti durante il giorno.

Molte idee hanno continuato a crescere proprio tra una nota e una conversazione e alcune di queste hanno già iniziato a manifestarsi, come i progetti Partenio Creative Hub (per il comune di Summonte) e Siddi Borgo Laboratorio (per il comune di Siddi), le cui amministrazioni hanno subito deliberato l’affidamento dello sviluppo dei progetti di rigenerazione, o come il progetto immersivo sull’Inferno di Dante di Wiplab che durante la settimana ha ricevuto una commessa da un case giver della scorsa edizione e poi l’invito al Meeting di Rimini per presentare la sua soluzione in occasione dell’evento.

Tre progetti nati immediatamente e che stanno già aumentando mentre scriviamo.

Da Ostra a Roma: il viaggio continua

La tappa marchigiana rappresenta il primo capitolo del percorso del decennale.

Le idee, le proposte e le connessioni nate durante Jazz’Inn accompagneranno infatti il percorso verso Jazz’Inn Capitale, in programma a Roma dal 9 al 13 novembre.

Qui il dialogo si allargherà alle istituzioni nazionali, alle grandi imprese e ai principali investitori, con l’obiettivo di trasformare quanto emerso ad Ostra in orientamenti strategici per le politiche di innovazione del Paese.

L’eredità di Ostra: Il Manuale dell’Innovazione Sostenibile

Il risultato più importante non è racchiuso nei numeri ma nella “traduzione” dell’esercizio di intelligenza collettiva in un documento che analizzerà le traiettorie che quel pezzo di Italia che si è riunito ad Ostra ha indicato: un “manuale di futuro” destinato ai decisori istituzionali e alle grandi aziende per fornire indicazioni su come orientare le risorse destinate all’ innovazione e allo sviluppo sostenibile, offrendo un punto di vista che unisca le responsabilità di chi decide con le attese dei destinatari.

Questa sarà l’eredità che la tappa di Jazz’Inn a Ostra ci lascia, l’outcome che metteremo a disposizione di tutti gli stakeholder nazionali.

Obiettivo troppo ambizioso? Forse. Ma in fondo 10 anni fa volevamo solo salvare un festival jazz e invece abbiamo scoperto che l’innovazione nasce:

  • della lentezza, che accelera lo sviluppo;
  • dal mettere la tecnologia a servizio delle comunità;
  • dal dare un senso compiuto ad un tavolo di open innovation;
  • dal capire che quando persone diverse si siedono insieme e si ascoltano possono costruire una visione comune.

Ed è allora che un borgo diventa Capitale d’Innovazione e, come nel butterfly effect, irradia i suoi effetti molto più lontano dimostrando anche che si può portare in un’area interna l’innovazione ma soprattutto applicarla concretamente, come abbiamo fatto ad Ostra offrendo anche l’opportunità ad una startup di realizzare un proof of concept e al comune di disporre di una soluzione innovativa per promuovere in modo immersivo i suoi siti.

Questa non è ambizione ma la consapevolezza del cammino fatto fino ad oggi e che ci porterà da quel borgo a Roma.

(E verso altri dieci anni di innovazione collaborativa)

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Jazz’inn 2026

Roma si prepara ad accogliere Jazz’Inn Capitale 2026

Il 12 giugno in Campidoglio la presentazione ufficiale della X edizione dedicata a “Umanità Aumentata – Persone oltre la tecnologia”

Il prossimo 12 giugno 2026, dalle ore 10.00 alle 13.00, nella prestigiosa Sala Laudato Si’ del Campidoglio, Fondazione Ampioraggio e la Commissione Innovazione Tecnologica e Statuto di Roma Capitale presenteranno ufficialmente Jazz’Inn Capitale 2026, il grande appuntamento nazionale che dal 9 al 13 novembre porterà all’Acquario Romano la X edizione del living lab dedicato all’innovazione collaborativa e allo sviluppo sostenibile.

L’incontro del 12 giugno rappresenta una tappa fondamentale di un percorso costruito negli ultimi anni insieme a Roma Capitale, che ha visto la partecipazione attiva della Commissione Innovazione Tecnologica e Statuto alle edizioni di Jazz’Inn di Merano e Campobasso e la realizzazione di diversi momenti di confronto istituzionale in Campidoglio.

Roma capitale dell’innovazione sostenibile

Con Jazz’Inn Capitale, Roma rafforza la propria candidatura a luogo di riferimento nazionale per l’innovazione sostenibile, l’open innovation e l’intelligenza collaborativa.

La tappa romana rappresenterà il punto di arrivo di un percorso che partirà da Ostra (Ancona), dove dal 29 giugno al 3 luglio si svolgerà la prima fase della X edizione, e che culminerà a novembre nella Capitale con un confronto tra istituzioni nazionali e regionali, grandi aziende, investitori, startup, università e territori.

L’obiettivo è ambizioso: trasformare idee, esperienze e progetti emersi nei territori in indirizzi strategici e opportunità concrete per il futuro del Paese.

Umanità Aumentata: persone oltre la tecnologia

La X edizione di Jazz’Inn è dedicata al tema Umanità Aumentata – Persone oltre la tecnologia

Una riflessione che pone al centro il rapporto tra innovazione, intelligenza artificiale, sviluppo umano e bene comune.

Il tema si collega idealmente alla recente Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, che richiama la necessità di orientare il progresso tecnologico verso la dignità della persona, la responsabilità sociale e la costruzione di comunità più coese e consapevoli.

Nel corso delle giornate di novembre sarà inoltre presentato il Manifesto Umanità Aumentata – Persone oltre la tecnologia, un documento aperto e partecipato che raccoglierà contributi provenienti da amministrazioni, imprese, università, startup e organizzazioni della società civile.

Saranno presentati i 60 Case Giver della prima tappa

L’appuntamento del 12 giugno sarà anche l’occasione per svelare ufficialmente i 60 Case Giver selezionati per la tappa di Ostra, scelti tra le 97 candidature pervenute, il numero più alto mai registrato nella storia di Jazz’Inn.

I partecipanti potranno conoscere in anteprima le sfide di innovazione che saranno affrontate nei tavoli di lavoro della prima tappa e le opportunità di coinvolgimento offerte dall’ecosistema Ampioraggio.

I relatori

Interverranno:

  • Riccardo Corbucci , Presidente Commissione Innovazione Tecnologica e Statuto di Roma Capitale
  • Antonella Melito, Vicepresidente Commissione Innovazione Tecnologica e Statuto di Roma Capitale
  • Enrico Colaiacovo, Direttore Dipartimento Trasformazione Digitale di Roma Capitale
  • Giovanna Ruggiero, Presidente Fondazione Ampioraggio
  • Elisabetta Giacosa , Presidente del Consiglio di Amministrazione Fondazione Ampioraggio
  • Guglielmo de Gennaro , Presidente del Comitato Scientifico Fondazione Ampioraggio
  • Federica Fanesi, Sindaca di Ostra
  • Guido Fabbri, Responsabile Startup Challenge Jazz’Inn 2026
  • Giuseppe De Nicola , Direttore Generale Fondazione Ampioraggio.
Un invito rivolto ai protagonisti dell’innovazione

L’incontro del 12 giugno è riservato a un numero selezionato di ospiti provenienti da:

  • Istituzioni nazionali, regionali e locali
  • Grandi aziende e corporate
  • Università e centri di ricerca
  • Fondazioni e investitori
  • Startup e PMI innovative
  • Associazioni di categoria
  • Organizzazioni impegnate sui temi dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile

L’obiettivo non è soltanto presentare il programma di Jazz’Inn 2026, ma raccogliere idee, suggerimenti e contributi per costruire insieme il percorso che porterà a novembre all’Acquario Romano.

Come partecipare

La partecipazione all’incontro del 12 giugno è possibile esclusivamente su invito.

I soggetti interessati possono richiedere informazioni o manifestare il proprio interesse scrivendo a: staff@fondazioneampioraggio.it

Pre-iscriviti ora a Jazz’Inn 2026

Le richieste di partecipazione al 12 giugno rappresentano anche un’opportunità per:

  • ricevere in anteprima informazioni sui 60 Case Giver;
  • conoscere il percorso del Manifesto “Umanità Aumentata”;
  • pre-iscriversi alla tappa di Ostra;
  • manifestare interesse per la partecipazione a Jazz’Inn Capitale di novembre;
  • entrare a far parte dell’ecosistema nazionale di innovazione promosso da Fondazione Ampioraggio.
L’Italia che innova si incontra a Jazz’Inn

Quest’anno, per la sua decima edizione, lo farà mettendo al centro una domanda cruciale: Come possiamo costruire un futuro in cui la tecnologia aumenti davvero l’umanità delle persone?

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Jazz’Inn 2026 Ostra 01

Jazz’Inn 2026 Ostra. Il programma definitivo della X edizione

Cinque giorni per costruire insieme il futuro con l’umanità aumentata

Dal 29 giugno al 3 luglio, Ostra (AN) ospiterà la prima tappa di Jazz’Inn 2026 – Umanità Aumentata, Persone Oltre la Tecnologia, il living lab di open innovation promosso da Fondazione Ampioraggio che, nel suo decennale, riparte dai territori per dimostrare che la vera innovazione nasce dalle persone, dalle relazioni e dalla capacità di affrontare insieme le sfide del nostro tempo.

Jazz’Inn non è un convegno, né un festival da seguire passivamente. È un’esperienza immersiva nella quale amministratori pubblici, imprese, startup, investitori, ricercatori, professionisti, associazioni e cittadini collaborano per trasformare idee e bisogni concreti in opportunità e progetti condivisi.

Un programma ricco di esperienze e opportunità

La settimana si aprirà con un Welcome Day dedicato al dialogo e all’Umanità Aumentata. Tra i momenti più significativi, il collegamento internazionale con le protagoniste dell’iniziativa “Madri della Pace”, per riflettere sul valore dell’ascolto, dell’incontro e della costruzione di ponti tra le persone.

Il cuore dell’iniziativa saranno i tavoli di lavoro dei 60 Case Giver, imprese, enti pubblici e organizzazioni che porteranno ad Ostra sfide reali da affrontare insieme ai partecipanti. Dalla rigenerazione urbana alla sanità, dall’intelligenza artificiale al turismo sostenibile, ogni call rappresenterà un’occasione concreta per contribuire allo sviluppo di soluzioni innovative e creare nuove relazioni professionali.

Spazio anche alla Startup Challenge 2026, con quaranta startup, PMI innovative e spin-off pronti a presentare tecnologie e modelli di business a imprese, investitori e pubbliche amministrazioni, favorendo contaminazioni, collaborazioni e opportunità di crescita.

Ad arricchire il programma ci saranno 5 Open Talk, aperti anche in streaming, dedicati ai grandi temi del cambiamento: il rapporto tra tecnologia e umanità, il procurement pubblico come leva di innovazione, i nuovi modelli di sviluppo territoriale, la sostenibilità, le competenze e le nuove forme di partecipazione.

I Laboratori di Innovazione Territoriale coinvolgeranno cittadini e partecipanti in percorsi di ascolto e co-progettazione, trasformando Ostra in un laboratorio nazionale dedicato ai borghi e alle comunità che vogliono immaginare il proprio futuro.

E, come da tradizione Jazz’Inn, non mancheranno le serate jazz e i momenti conviviali, perché spesso le idee migliori nascono proprio dalla qualità delle relazioni e dal tempo dedicato all’incontro.

A chi è rivolto e perché partecipare?

Partecipare a Jazz’Inn significa:

  • contribuire alla soluzione di sfide reali;
  • incontrare innovatori provenienti da tutta Italia;
  • creare nuove collaborazioni e opportunità professionali;
  • conoscere startup e tecnologie emergenti;
  • condividere competenze ed esperienze;
  • vivere un’esperienza unica nel cuore delle Marche;
  • diventare protagonisti del percorso che porterà a Jazz’Inn Capitale, in programma a Roma nel prossimo autunno.

Come registrarsi?

Le registrazioni alle attività sono aperte fino al 28 giugno.

È possibile consultare il programma completo, scoprire le call dei 60 Case Giver e selezionare i tavoli di lavoro di maggiore interesse.

I posti disponibili ai tavoli sono limitati e verranno assegnati fino ad esaurimento delle disponibilità.

Jazz’Inn non si guarda da lontano. Si vive.

Dal 29 giugno al 3 luglio, Ostra vi aspetta per costruire insieme nuove visioni, nuove connessioni e nuove opportunità.

Perché il futuro si progetta, insieme.

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Alle radici del futuro (3)

Jazz’Inn 2026: parte il tour nazionale dell’Umanità Aumentata

Prende il via il tour di avvicinamento a Jazz’Inn 2026Umanità Aumentata, un percorso che attraverserà l’Italia per incontrare dal vivo territori, comunità e protagonisti dell’innovazione. Non semplici eventi, ma occasioni concrete di confronto, ascolto e co-progettazione per costruire insieme il futuro dei territori.

Il tour rappresenta un tassello fondamentale del percorso verso la decima edizione di Jazz’Inn: un viaggio che porta il living lab nei luoghi, attivando relazioni e connessioni tra imprese, pubbliche amministrazioni, startup, investitori, centri di ricerca e comunità locali.

 Le prime tappe del tour

Il calendario prende forma con una serie di appuntamenti già confermati:

  • 19 marzoCuneo, in collaborazione con Fondazione Welfare Impact, socio Ampioraggio
  • 21 aprileCampobasso, in collaborazione con il Comune di Campobasso, sede di Jazz’Inn 2025
  • 28 aprileSalerno, presso il Complesso San Michele, in collaborazione con Fondazione Carisal
  • 7 maggioPadova, presso la sede centrale di Banca Etica
  • 8 maggioFirenze, presso Murate Idea Park, in collaborazione con il Comune di Firenze
  • 12 giugnoRoma, presso la Sala Laudato Si’ in Campidoglio, in collaborazione con la Commissione Innovazione Tecnologica di Roma Capitale

A queste si aggiungeranno ulteriori tappe già in fase di definizione, tra cui Ancona, in collaborazione con Regione Marche e Comune di Ostra, territorio che ospiterà una delle due tappe principali di Jazz’Inn 2026.

Un tour per vivere Jazz’Inn prima di Jazz’Inn

Il tour non è solo un’anticipazione del programma: è parte integrante del modello Jazz’Inn.
Ogni tappa diventa un momento di attivazione dell’intelligenza collettiva, in cui i partecipanti possono:

  • comprendere il valore e il funzionamento del living lab
  • conoscere le opportunità delle call per i case giver
  • entrare in relazione con l’ecosistema nazionale dell’innovazione
  • contribuire alla costruzione dei contenuti della decima edizione

In un’epoca in cui l’innovazione rischia di essere astratta e distante, Jazz’Inn sceglie ancora una volta la prossimità, la qualità delle relazioni e il dialogo diretto sui territori.

Il senso dell’Umanità Aumentata

Il tema della decima edizione, Umanità Aumentata, guiderà l’intero percorso del tour: un invito a riflettere su come tecnologie, competenze e comunità possano integrarsi per generare sviluppo sostenibile, inclusivo e consapevole.

Come sottolinea la Presidente della Fondazione Ampioraggio, Giovanna Ruggiero:

La decima edizione di Jazz’Inn rappresenta un passaggio fondamentale: non solo celebriamo un percorso di dieci anni, ma rilanciamo una visione in cui l’innovazione è profondamente umana, condivisa e radicata nei territori. Il tour ci permette di costruire questa visione insieme, ascoltando i bisogni reali e attivando energie nuove in tutta Italia.

 

Un invito aperto all’ecosistema

Il tour è aperto a tutti i soggetti interessati a partecipare attivamente al percorso di Jazz’Inn 2026:
aziende, enti pubblici, startup, investitori, associazioni e cittadini.

Partecipare alle tappe significa entrare in anticipo nel cuore del progetto, contribuendo a costruire quella che sarà una decima edizione diffusa, nazionale e profondamente connessa a territori, imprese e amministrazioni locali.

Jazz’Inn non è un evento.
È un processo.
E il tour è il suo primo, fondamentale movimento.

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Programma 2026

Umanità Aumentata: cresce l’attesa per Jazz’Inn 2026

Dopo 8 tappe del tour nazionale, ecco la call per i case giver di Ostra e la pre-registrazione per i 2 appuntamenti del “non evento” dell’innovazione collaborativa

Si è concluso con una partecipazione crescente e un forte coinvolgimento di territori, imprese, istituzioni, startup, professionisti e innovatori il primo ciclo del tour nazionale UmanitàAumentata, il percorso promosso da Fondazione Ampioraggio per accompagnare la decima edizione di Jazz’Inn.

Le otto tappe già realizzate — da Cuneo a Campobasso, da Ancona a Salerno, passando per Napoli, Padova, Firenze e Livorno — hanno confermato l’interesse crescente verso un modello capace di unire innovazione, relazioni umane, territori e sviluppo sostenibile.

Un viaggio che ha generato nuove connessioni, progettualità condivise e soprattutto una forte attesa attorno alle due tappe di Jazz’Inn 2026: Ostra (29 giugno – 3 luglio) e Roma (9 – 13 novembre).

Nel corso degli incontri è emersa con forza la necessità di creare luoghi autentici di confronto tra persone, organizzazioni e comunità, capaci di affrontare in modo collaborativo le grandi trasformazioni economiche, tecnologiche, energetiche e sociali del nostro tempo. Ed è proprio in questo spazio che si inserisce Jazz’Inn, definito da anni un vero e proprio “non evento”.

Non una semplice manifestazione, ma un living lab diffuso dove il valore nasce dalla qualità delle relazioni, dal dialogo tra mondi diversi e dalla lentezza produttiva dello “slow dating” dell’innovazione.

Ora, fino al 31 maggio, è possibile candidarsi come case giver per la tappa di Ostra (An), il primo appuntamento della decima edizione dedicata al tema dell’Umanità Aumentata.

Enti pubblici, aziende, startup, investitori, associazioni, fondazioni e organizzazioni interessate a sviluppare idee, progetti o investimenti nei prossimi mesi potranno candidarsi per guidare uno dei tavoli di open innovation del programma.

Parallelamente sono aperte anche le pre-registrazioni per partecipare alle due tappe di Jazz’Inn 2026, uno strumento utile per ricevere informazioni prioritarie, accedere alle prime opportunità di networking e contribuire alla costruzione del programma.

Durante le giornate di Jazz’inn i partecipanti potranno vivere un’esperienza immersiva che alternerà:

  • tavoli di open innovation e sessioni di facilitazione;
  • incontri tra startup, imprese e pubbliche amministrazioni;
  • open talk e keynote speech;
  • challenge e momenti di networking;
  • laboratori tematici e pillole di innovazione;
  • esperienze territoriali, convivialità e serate jazz.

Un ecosistema temporaneo nel quale innovazione tecnologica e umanità tornano a dialogare, mettendo al centro le persone, i territori e la costruzione condivisa di nuove visioni sostenibili.

La risposta registrata durante il tour conferma (ancora una volta, ma forse oggi più che mai) che esiste una forte domanda di luoghi capaci di generare fiducia, collaborazione e intelligenza collettiva.

Jazz’Inn continua così il suo percorso trasformando borghi, città e comunità in spazi aperti di contaminazione positiva tra idee, esperienze e competenze.

Per maggiori informazioni: staff@fondazioneampioraggio.it

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Ampioraggio Day a Cuneo tra innovazione, coesione territoriale e futuro digitale

Siamo Uomini (e donne) di mondo: abbiamo fatto 3 giorni di innovazione a Cuneo!

Dal 19 al 21 marzo 2026 si è svolto a Cuneo, presso il Movicentro, l’Ampioraggio Day, un’intensa esperienza di lavoro e confronto che ha visto la Fondazione Ampioraggio affiancare la Fondazione Welfare Impact nella valorizzazione del progetto di facilitazione digitale sul territorio piemontese.

Tre giornate dense di contenuti, relazioni e visione strategica, durante le quali il team Ampioraggio ha contribuito non solo a raccontare i risultati raggiunti, ma soprattutto a costruire le prospettive future di un programma che rappresenta oggi una delle più avanzate esperienze nazionali nel campo dell’inclusione digitale.

Un modello nazionale di innovazione sociale

Il progetto di facilitazione digitale promosso da Fondazione Welfare Impact si distingue per numeri e impatto:

  • oltre 400 comuni coinvolti
  • più di 50.000 cittadini assistiti (pari al 4% della popolazione piemontese)
  • 40 facilitatori digitali under 30 attivati

Un’iniziativa concreta che dimostra come la trasformazione digitale possa diventare leva di inclusione, soprattutto per le fasce più fragili della popolazione.

Dalle intuizioni di Jazz’Inn a una best practice nazionale

Le radici del progetto affondano nell’esperienza di Jazz’Inn 2022 a Roseto Capo Spulico, dove Loris Marchisio ed Elisabetta Giacosa — quest’ultima oggi Presidente del CdA della Fondazione Ampioraggio — hanno messo a fuoco l’idea che avrebbe poi preso forma a Cuneo.

Un passaggio simbolico e concreto che rappresenta perfettamente lo spirito di Jazz’Inn: costruire ponti tra territori, unendo Nord e Sud attraverso l’innovazione collaborativa e la “lentezza delle relazioni”.

Welfare territoriale e Intelligenza Artificiale

Le giornate di lavoro sono state arricchite da approfondimenti su:

  • modelli di welfare territoriale
  • applicazioni e impatti dell’Intelligenza Artificiale

In questo contesto, l’Ampioraggio Day è diventato anche una tappa del percorso AI Magister, grazie al contributo di Enrico Ferrari, responsabile R&D di Rulex (società ligure dell’ecosistema Ampioraggio), che ha presentato scenari e opportunità legate all’AI.

A supporto delle attività è stata inoltre avviata una survey (tutt’ora in corso), finalizzata a raccogliere dati utili per orientare lo sviluppo futuro del progetto e definire nuove linee di intervento da condividere con la Regione Piemonte. Tra le prospettive emergenti, particolare attenzione è rivolta all’introduzione di servizi dedicati all’AI, per favorirne un utilizzo consapevole, accessibile e sicuro, anche per i cittadini più vulnerabili.

Verso Jazz’Inn Capitale 2026

L’iniziativa ha rappresentato anche un momento di confronto strategico con la Regione Piemonte, con cui si è discusso della possibile partecipazione a Jazz’Inn Capitale 2026, con l’obiettivo di portare il modello di facilitazione digitale come best practice nazionale da condividere su scala più ampia.

Cultura digitale e narrazione

A chiudere le tre giornate, la presentazione del libro Fiabe antiche per un futuro digitale di Moreno Carosella, imprenditore digitale e socio Ampioraggio, che ha offerto una riflessione originale sulle analogie tra il mondo delle favole e i rischi del digitale e dell’Intelligenza Artificiale.

Un’esperienza collettiva

L’Ampioraggio Day di Cuneo è stato reso possibile grazie al lavoro congiunto del team Ampioraggio — Gianluca Bertone, Gabriella Delfino, Ornella Torresani e Claudio Bossi — affiancati da Giuseppe De Nicola e Giovanna Ruggiero.

Tre giorni intensi che hanno incarnato pienamente lo spirito della Fondazione: mettere in connessione persone, territori e idee, dando vita a percorsi concreti di innovazione sostenibile.

Un’esperienza speciale che ha unito ancora una volta Nord e Sud nel segno dell’intelligenza collettiva e della coesione territoriale, dimostrando che l’innovazione, quando è condivisa, diventa davvero trasformazione.

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Webinart 9 aprile

Webinart di lancio Jazz’Inn 2026

9 aprile 2026 – ore 17:00 | Online su Zoom

Fondazione Ampioraggio invita l’ecosistema dell’innovazione a partecipare al WebinarT di lancio di Jazz’Inn 2026, la decima edizione del living lab che da anni trasforma territori, borghi e città in capitali temporanee dell’innovazione collaborativa.

Un appuntamento chiave per scoprire in anteprima il programma 2026, conoscere le due tappe della decima edizione e approfondire le call per i case giver, cuore pulsante del modello Jazz’Inn.

🚀 Il programma del WebinarT

Il WebinarT sarà un momento di confronto aperto e dinamico, pensato per coinvolgere attivamente tutti i partecipanti.

Ad aprire i lavori sarà Giovanna Ruggiero, Presidente della Fondazione, mentre la moderazione sarà affidata a Flavia Marzano, figura di riferimento nel panorama dell’innovazione pubblica e membro del Comitato Scientifico della Fondazione.

Interverranno:

  • Elisabetta Giacosa – Presidente C.d’A. Fondazione Ampioraggio
  • Guglielmo de Gennaro – Presidente Comitato Scientifico Fondazione Ampioraggio
  • Marialuisa Forte – Sindaco di Campobasso, sede IX edizione di Jazz’Inn
  • Federica Fanesi – Sindaco di Ostra (AN), prima tappa X edizione di Jazz’Inn
  • Antonella Melito – Vicepresidente Commissione Innovazione Tecnologica di Roma Capitale

Aspetti tecnici e operativi di Jazz’Inn 2026 saranno illustrati da Giuseppe De Nicola, Direttore Generale della Fondazione.

Le due tappe della decima edizione

Durante il WebinarT sarà presentata la struttura della decima edizione, articolata in due momenti complementari:

  • Ostra (AN) – 29 giugno – 3 luglio 2026
    👉 Edizione “laboratorio”, aperta e diffusa, con call pubblica per i case giver
  • Roma – 9 – 13 novembre 2026
    👉 Edizione istituzionale di Jazz’inn Capitale, dedicata a grandi organizzazioni, istituzioni e investitori

Due contesti diversi ma fortemente integrati, uniti dal tema guida: Umanità Aumentata, ovvero la capacità di mettere la tecnologia al servizio delle persone e dei territori.

Call per i Case Giver

Momento centrale del WebinarT sarà la presentazione delle 2 call per i case giver, rivolte a:

  • istituzioni e corporate
  • pubbliche amministrazioni
  • aziende, pmi innovative, startup e centri di ricerca
  • investitori, fondazioni e banche
  • associazioni e operatori del terzo settore

A Ostra, la call sarà aperta e accessibile online, mentre per Roma sarà attivata una modalità su richiesta, rivolta a soggetti con progetti di innovazione ad alto impatto.

Perché partecipare

Il WebinarT sarà la porta d’ingresso alle 2 tappe di Jazz’Inn, grazie al quale capire:

  • come diventare protagonista delle due tappe
  • valutare opportunità come case giver, partner o sponsor
  • come entrare in contatto con la rete nazionale di innovatori
  • come contribuire a trasformare le idee in investimenti e collaborazioni concrete
Partecipa e interagisci

La partecipazione è gratuita, ma è necessaria la registrazione

Registrandoti al link https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_r0PQsmFaQr69d3nj3s5YZg potrai:

  • seguire il webinart in diretta
  • intervenire con domande e contributi
  • ricevere materiali e aggiornamenti dedicati

✨ Jazz’inn 2026: 10 anni di innovazione

La decima edizione rappresenta una tappa simbolica:
10 anni di innovazione lontana dai luoghi comuni, costruita attraverso relazioni, territori e intelligenza collettiva.

Il webinart del 9 aprile è il primo passo per entrare in questo percorso.

Ecco il link per registrarsi: https://us02web.zoom.us/webinar/register/WN_r0PQsmFaQr69d3nj3s5YZg

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Ostra 29 giugno 3 luglio (3)

Jazz’Inn 2026 – Umanità Aumentata

Aperte le call per i Case Giver della X edizione

Nel 2026 Jazz’Inn celebra la sua decima edizione e lo fa con un progetto speciale che guarda al futuro dell’innovazione italiana: Umanità Aumentata.

Un tema che mette al centro le persone, i territori e le relazioni, utilizzando la tecnologia come strumento per generare sviluppo sostenibile, opportunità economiche e nuove connessioni tra competenze, istituzioni e imprese.

Organizzato da Fondazione Ampioraggio, Jazz’Inn è un living lab di open innovation: un “non evento” nel quale istituzioni, aziende, startup, ricercatori, investitori e comunità locali lavorano insieme per affrontare sfide reali e sviluppare soluzioni concrete.

Nel corso degli anni Jazz’Inn è diventato uno spazio unico di confronto tra innovazione e territori, capace di generare progetti, collaborazioni e visioni condivise.

Per il decennale, il progetto si sviluppa in due tappe complementari.

Ostra – 29 giugno / 3 luglio

Il borgo diventa laboratorio di innovazione

La prima tappa si terrà a Ostra (AN), primo Comune socio della Fondazione Ampioraggio, dove il borgo diventerà un vero e proprio laboratorio diffuso di innovazione.

Qui imprese, pubbliche amministrazioni, startup e centri di ricerca potranno portare sfide di innovazione da affrontare insieme all’ecosistema di Jazz’Inn.

Fino al 31 maggio è possibile candidarsi come Case Giver sottoponendo una sfida progettuale sui temi dell’innovazione, della sostenibilità, della rigenerazione dei territori e dello sviluppo economico.

👉 Candida la tua sfida

Jazz’Inn Capitale – Roma 9 / 13 novembre

Connettere le idee per il futuro

La seconda tappa si terrà per la prima volta in una grande città, in collaborazione con la Commissione Innovazione Tecnologica di Roma Capitale, per trasformare la città eterna nella Capitale dell’Innovazione Italiana con Jazz’Inn Capitale.

L’iniziativa sarà dedicata al confronto tra istituzioni nazionali e regionali, agenzie di sviluppo, grandi aziende, investitori e operatori dell’innovazione, con l’obiettivo di connettere le strategie di investimento e sviluppo del Paese con le opportunità dei territori.

In questa tappa saranno coinvolti Case Giver interessati a condividere programmi di investimento e sfide strategiche sui temi dell’innovazione, della sostenibilità e della trasformazione digitale.

La partecipazione come Case Giver alla tappa romana avverrà su invito o su richiesta individuale.

Per ricevere informazioni e candidare il proprio interesse: info@fondazioneampioraggio.it

Un tour nazionale per costruire l’ecosistema

La decima edizione sarà accompagnata da un tour di incontri in diverse città italiane (già previste le tappe di Cuneo, Padova, Firenze e Roma), pensato per coinvolgere istituzioni, imprese, università e comunità territoriali nella costruzione dell’ecosistema di innovazione.

Il tour porterà il racconto di Jazz’Inn e delle sue opportunità in diverse città italiane, creando una rete nazionale di connessioni tra territori e innovazione.

Un invito a partecipare

Jazz’Inn è un non evento:
non un convegno, non una fiera, ma uno spazio di lavoro condiviso dove le idee diventano progetti e le relazioni generano opportunità concrete.

Per questo la decima edizione rappresenta un passaggio importante per l’ecosistema dell’innovazione italiano.

Istituzioni, imprese, startup, investitori e organizzazioni sono invitati a partecipare e sostenere il progetto, contribuendo a costruire nuove connessioni tra persone, tecnologie e territori.

Scopri il progetto Jazz’Inn 2026 – Umanità Aumentata

E domandati “se l’Italia innovasse davvero, cosa potrebbe diventare?”

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Jazz’Inn 2026 – Umanità Aumentata

Al via la call for partner per la X edizione

2 appuntamenti e 10 tappe di presentazione per un grande progetto di innovazione condivisa.

Il 28 gennaio Fondazione Ampioraggio ha aperto ufficialmente la call for partner di Jazz’Inn 2026, l’edizione del decennale che segna un passaggio strategico nella storia del living lab di innovazione collaborativa. Un’edizione speciale, costruita intorno al tema “Umanità Aumentata – persone oltre la tecnologia”, che vedrà Jazz’Inn svilupparsi lungo due tappe integrate e un roadshow che coinvolgerà territori, istituzioni e imprese in un percorso di co-progettazione.

Questo percorso verso il decennale ha preso avvio a Roma in un incontro promosso con la Commissione Innovazione Tecnologica di Roma Capitale, che ha rappresentato il primo momento di confronto con partner e stakeholder e nel quale è stato annunciato anche la sede della tappa romana di Jazz’Inn 2026: l’Acquario Romano, luogo simbolico che ospiterà i lavori dal 9 al 13 novembre 2026.

Due tappe, una visione condivisa

Jazz’Inn 2026 si terrà a:

  • Ostra (Marche), primo comune socio della Fondazione, dal 29 giugno al 3 luglio 2026, come tappa territoriale di ascolto, sperimentazione e progettazione condivisa con le comunità locali;
  • Roma, dal 9 al 13 novembre 2026, come tappa istituzionale e nazionale, pensata per mettere in dialogo aree interne, città metropolitane, istituzioni centrali e grandi imprese.

Due contesti diversi, una sola traiettoria: unire punti e costruire ponti tra territori e grandi sistemi decisionali, portando il “metodo Jazz’Inn” – basato su tavoli di lavoro, open innovation e collaborazione orizzontale – anche nei contesti urbani complessi e nelle grandi agende di investimento pubblico e privato.

Il roadshow nazionale 10 x 10

I dieci anni di attività saranno raccontati in un tour in dieci regioni italiane nel corso dell’anno con l’obiettivo di:

  • Incontrare istituzioni, imprese, associazioni e startup;
  • coinvolgere nuovi partner e sponsor;
  • intercettare progettualità, investimenti, obiettivi e priorità strategiche territoriali;
  • condividere i contenuti delle due tappe.

Un percorso diffuso che trasformerà Jazz’Inn da “non evento” a piattaforma nazionale di co-design, capace di accompagnare idee e investimenti lungo un arco temporale più ampio e strutturato.

Progettazione condivisa come tratto distintivo

Da 10 anni Jazz’Inn dimostra che l’innovazione nasce dall’incontro tra persone, competenze e visioni diverse. Anche nel 2026 il cuore dell’iniziativa sarà la progettazione condivisa, che coinvolgerà:

  • comunità locali e amministrazioni centrali;
  • piccole e medie imprese e grandi corporate;
  • startup e pmi innovative;
  • associazioni di categoria e terzo settore:
  • università, centri di ricerca e mondo della scuola;
  • investitori e soggetti istituzionali nazionali ed europei.

In particolare, la X edizione punta a coinvolgere come case giver:

  • Ministeri e istituzioni nazionali ed europee;
  • Regioni, città metropolitane e grandi amministrazioni pubbliche;
  • grandi aziende pubbliche e private, banche, utility e corporate nazionali;
    chiamati a portare a Jazz’Inn le proprie traiettorie di investimento sui temi dell’innovazione, della sostenibilità, della rigenerazione urbana e territoriale, mettendole in dialogo diretto con startup, PMI, talenti e progettisti.

La call for partner

La call for partner di Jazz’Inn 2026 è rivolta a istituzioni, imprese, fondazioni, associazioni e soggetti dell’ecosistema dell’innovazione che vogliano:

  • contribuire attivamente alla costruzione del decennale;
  • sostenere una o entrambe le tappe (Ostra e Roma);
  • partecipare al roadshow nazionale;
  • affiancare Fondazione Ampioraggio nella ricerca dei case giver, dei keynote speaker e nella definizione dei temi dei talk;
  • essere parte di un progetto ad alto valore relazionale, istituzionale e mediatico.

Jazz’Inn 2026 resterà un “non evento”, un’azione creativa e collettiva che chiama l’intero ecosistema Ampioraggio a fare squadra, condividere responsabilità e generare impatto, trasformando l’intelligenza collettiva delle persone nello strumento necessario a generare investimenti, favorire collaborazioni e stimolare sinergie.

Per questo Fondazione Ampioraggio invita tutti, soci, partner e stakeholder a partecipare attivamente al progetto, contribuendo alla costruzione delle 2 tappe, ai contenuti e a condividere una visione per il futuro del Paese.
Il cammino verso Umanità Aumentata è iniziato.

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Alle radici del futuro (1)

Fiabe antiche e futuro digitale

Quando un libro affronta un tema urgente come la difesa del pensiero critico nell’era dell’intelligenza artificiale.

di Giulia Fabrizi – socia di Fondazione Ampioraggio e fondatrice di Almar Quality Research

 

Sabato 7 Febbraio presso la storica libreria Libraccio sul Naviglio Grande a Milano, ho avuto il piacere di dialogare con Moreno Carosella, l’autore del libro Fiabe antiche per un futuro digitale. Metafore e mostri nell’era dell’intelligenza artificiale, edito da Interlinea.

È stato un momento concreto di connessione tra persone, visioni e competenze, trasformando un evento culturale in uno spazio di dialogo, networking e riflessione collettiva.

A rendere questo momento ancora più speciale è stato un aneddoto condiviso dallo stesso autore: anni fa, passando davanti a questa libreria, si era promesso che un giorno avrebbe presentato proprio qui un suo libro. Un desiderio nato in tempi non sospetti, che si è trasformato in realtà!

Il libro di Moreno Carosella parte da un’intuizione potente: usare le fiabe antiche della tradizione popolare meridionale come chiave di lettura del presente digitale.

Le fiabe diventano metafore per raccontare i “mostri” contemporanei dell’intelligenza artificiale e del potere tecnologico.

È un libro che parla di tecnologia, ma soprattutto di esseri umani: di come costruiamo le nostre opinioni, di come veniamo influenzati, di come emozioni, bias cognitivi e dinamiche sociali entrino nei processi decisionali.

Una riflessione che trova solide basi nelle ricerche di psicologia sociale, ambito centrale nel mio lavoro, mostrando come meccanismi antichi, come la ricerca di conferma, le scorciatoie cognitive e l’attivazione emotiva, oggi vengano amplificati dagli algoritmi digitali.

Il volume è arricchito dalla presentazione del filosofo teoretico Roberto Mancini, docente all’Università di Macerata, che invita a immaginare una tecnologia alleata dell’uomo, al servizio del benessere, della creatività e dell’autonomia e non uno strumento di controllo.

Roberto Mancini sottolinea con forza la necessità di imparare ad abitare consapevolmente il mondo digitale, uno spazio che viviamo quotidianamente e che incide profondamente sulle nostre relazioni, sulle decisioni e sulla vita democratica.

Come chiarisce nella nota introduttiva, non esiste alcuna neutralità delle tecnologie: da qui l’urgenza di sviluppare una consapevolezza matura dei rischi e delle opportunità, che impone un approccio responsabile fondato su consapevolezza, etica e capacità di scelta.

Una responsabilità che non riguarda solo i professionisti del settore o gli “addetti ai lavori”, ma che è personale, collettiva e istituzionale.

Roberto Mancini ricorda inoltre come una conoscenza approfondita del funzionamento dei dispositivi tecnologici e dell’intelligenza artificiale sia fondamentale per superare sia la fobia antitecnologica sia l’atteggiamento di delega passiva, promuovendo invece una cultura della gestione democratica della tecnologia e il superamento di quell’analfabetismo digitale che oggi rappresenta uno dei principali limiti alla libertà e alla partecipazione consapevole.

Durante la presentazione, Moreno ha spesso citato Il professor Umberto Galimberti, secondo cui il rischio non è solo tecnologico ma profondamente umano: l’indebolimento della capacità critica e della responsabilità individuale, quando l’Io si disperde in reazioni emotive, narrazioni semplificate e identità costruite dall’esterno.

Moreno ha sottolineato l’incerto confine tra ragione e follia, mostrando come la vita umana autentica nasca dalla tensione tra questi due poli. La follia non è solo patologia, ma uno spazio vitale, di creatività, immaginazione, sogno ed energia emotiva, senza il quale la ragione rischia di diventare sterile.

Moreno invita quindi a riscoprire il valore della follia come parte integrante dell’esperienza umana, della crescita personale e della libertà interiore.

È proprio questa componente, imprevedibile, emotiva e creativa, che l’intelligenza artificiale non potrà mai sostituire, perché appartiene al vero Io umano, alla sua capacità di sentire, creare e dare senso al mondo.

Una lettura che si riflette nelle metafore delle fiabe antiche, popolate da personaggi che perdono sé stessi ogni volta che rinunciano al pensiero critico.

Educazione digitale: una responsabilità collettiva

Durante l’incontro è emerso con forza un tema centrale ed urgente: la democrazia nell’era digitale.

Una democrazia che oggi non può essere data per scontata, ma va educata, allenata e coltivata.

Moreno ci ricorda che una partecipazione democratica reale deve poggiare su tre pilastri fondamentali: la trasparenza, la responsabilità e l’accesso equo all’informazione.

È qui che la formazione diventa cruciale.

Educazione digitale non significa solo insegnare a usare gli strumenti, ma aiutare le persone, a partire dai più giovani, a comprendere i meccanismi che regolano social media, algoritmi e informazione online.

Significa sviluppare pensiero critico, capacità di verifica, consapevolezza dei propri limiti cognitivi.

Questa responsabilità riguarda certamente le scuole, ma anche le aziende, le organizzazioni e le istituzioni, chiamate a creare contesti in cui l’unicità della persona, il pensiero laterale e il dialogo possano essere espressi e valorizzati.

In questa direzione si collocano anche le riflessioni di Luciano Floridi, citato da Moreno nel corso della presentazione. Floridi invita a superare l’idea dell’intelligenza artificiale come entità autonoma o “intelligente” in senso umano.

L’AI non pensa, non decide e non è responsabile: la responsabilità resta sempre umana, nelle scelte di progettazione, utilizzo e regolazione delle tecnologie.

Da qui, come sottolinea Moreno, emerge ancora una volta, la necessità di un investimento forte sull’educazione digitale e sull’alfabetizzazione critica, affinché persone, organizzazioni e istituzioni possano esercitare un controllo consapevole sugli strumenti tecnologici, senza delegare loro valori, giudizi ed etica, elementi fondanti di una cittadinanza democratica consapevole.

Dalla riflessione all’azione: trasformare momenti di incontro in percorsi di sviluppo

Come nelle fiabe, riconoscere il mostro non basta: serve imparare a scegliere come agire.

La consapevolezza digitale non è un traguardo individuale, ma un percorso collettivo, che richiede luoghi di confronto, contaminazione e responsabilità condivisa per potersi tradurre in azione.

È in questo senso che momenti come la presentazione di un libro possono diventare qualcosa di più di un evento culturale: spazi in cui il pensiero si trasforma in progetto e il dialogo in possibilità di sviluppo. Infatti, al termine della presentazione del libro si è aperta una discussione spontanea e partecipata tra i presenti, che hanno condiviso esperienze, punti di vista e contributi di grande valore, trasformando il confronto in un momento autentico di networking e contaminazione di idee.

È lo stesso approccio che anima Jazz’Inn il “non evento” promosso dalla Fondazione Ampioraggio: un living lab di open innovation in cui il sapere non resta teorico, ma circola, si arricchisce, genera domande e si traduce in azioni concrete grazie al confronto tra professionisti, ricercatori, amministratori, imprenditori, startupper e cittadini.

Connessioni che generano valore

È all’interno di questo ecosistema che ho conosciuto Moreno Carosella, grazie a Giuseppe De Nicola, Amministratore Delegato della Fondazione Ampioraggio, colui che è capace di mettere in relazione persone e competenze partendo da una conoscenza profonda dei percorsi e delle sensibilità di ciascun associato.

Nel 2026, anno del suo decennale Ampioraggio proseguirà questo impegno e visione con due nuove tappe: a Ostra, in provincia di Ancona, dal 29 Giugno al 3 Luglio e a Roma dal 9 al 13 Novembre.

La presenza di alcuni soci di Ampioraggio che vivono a Milano, e di Eleonora Fratesi, Vice Presidente del CDA della Fondazione ha reso ancora più evidente il valore di una community che continua a generare connessioni anche al di fuori dai suoi contesti ufficiali.

In conclusione: tecnologia, esseri umani e democrazia

La democrazia cresce solo se è coltivata insieme, attraverso il confronto, la partecipazione e la capacità di assumersi responsabilità condivise.

Oggi più che mai, vale una regola semplice ma fondamentale: conoscere per decidere.

Perché senza consapevolezza non c’è libertà. E senza libertà, anche la tecnologia più avanzata rischia di trasformarsi in un nuovo, silenzioso mostro.

Questo prezioso incontro con Moreno Carosella non rappresenta un punto di arrivo, ma un punto di partenza.

Un invito a continuare a lavorare insieme per rivendicare il valore dell’umano, della sua unicità e della sua capacità di pensare, scegliere e distinguere ciò che è vero da ciò che non lo è.

In un’epoca in cui le tecnologie possono influenzare percezioni, emozioni e decisioni, diventa fondamentale difendere la libertà di giudizio e la responsabilità individuale, secondo la propria etica e il proprio senso critico.

Questo richiede un investimento costante nella formazione a più livelli, che coinvolga scuole, università, istituzioni, imprese e realtà del terzo settore, chiamate a collaborare per costruire una cittadinanza digitale più consapevole.

Essere cittadini digitali consapevoli significa questo: non delegare completamente alle macchine, ma restare protagonisti delle scelte, capaci di comprendere, valutare e decidere.

Questa è democrazia.

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10 anni di Ampioraggio

Le sfide del 2026

Il 2026 segnerà un passaggio importante: i 10 anni di attività di Fondazione Ampioraggio e l’avvio di una nuova fase di sviluppo dell’ecosistema che, dal 2016, lavora per connettere territori, imprese, istituzioni e comunità attraverso l’innovazione collaborativa.

Abbiamo scelto di affrontare questo traguardo non come una celebrazione formale, ma come un laboratorio aperto di innovazione fatta con e per le persone:
Umanità Aumentata, il tema che guiderà Jazz’Inn 2026, non sarà solo uno slogan o il filo conduttore di un percorso che unisce sperimentazione nei territori e confronto istituzionale nazionale: sarà anche un modo per affrontare insieme il momento complesso che stiamo vivendo.

Il doppio appuntamento di Jazz’Inn 2026 che si terrà a luglio ad Ostra (primo comune socio dell’ecosistema) e a metà novembre e Roma (Jazz’inn Capitale) rappresenterà un’occasione concreta per:

  • contribuire alla costruzione di nuovi modelli di sviluppo sostenibile
  • partecipare a un processo di co-progettazione tra pubblico e privato
  • entrare in una rete attiva che guarda ai prossimi anni, non solo a un evento
  • condividere momenti di riflessione per costruire nuovi modelli sociali

A questo si aggiungeranno i diversi progetti a cui stiamo lavorando, almeno 4 Ampioraggio Day, 6 Webinart e vari approfondimenti sul mondo che cambia sulla nostra rubrica “Scenari d’innovazione”.

10 anni fa abbiamo intrapreso una strada diversa per promuovere l’innovazione.

Siamo andati lontani dai luoghi comuni, dimostrato che non esistono periferie e generato investimenti in sinergie.

Non era scontato, anzi.

Oggi siamo consapevoli che la vera innovazione è stata e sarà fare squadra.

Unire le idee, le relazioni, le competenze e le esperienze per sorprendersi nel vedere generato valore e, soprattutto, coesione e visioni.

Vi invitiamo, sin da ora, a conoscere e partecipare alle iniziative del decennale, a partire dalla collaborazione per le 2 tappe di Jazz’Inn 2026.

Per comprendere meglio lo spirito del progetto, guardate il video che riepiloga 10 anni di Ampioraggio, con i saluti delle persone che fanno parte dell’ecosistema: https://shorturl.at/DfgNg

Il 2026 può essere un anno utile per continuare ad unire le nostre competenze per trasformare le relazioni in alleanze, le idee in progetti e le visioni in investimenti reali.

Viviamo tempi complessi e incerti ma è proprio in questi momenti che nascono nuove possibilità

Proviamo a farle nascere insieme?

Renderemo più verde il giardino del nostro vicino, perchè lo diventi anche il nostro (1)

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