
Il turismo che non si vede — e come SATI impara a misurarlo
Quanti turisti hanno davvero visitato quel borgo la scorsa estate? Quanto tempo ci sono rimasti? Quali percorsi hanno preferito, quali negozi hanno ignorato? Sono domande che ogni comune, museo e destinazione turistica si pone ogni anno — e a cui, troppo spesso, nessuno riesce a rispondere con dati affidabili.
È questo il vuoto che SATI — Smart Analytics for Tourism Intelligence — ha deciso di colmare. SATI è una piattaforma phygital brevettata che restituisce alle destinazioni turistiche la capacità di conoscere se stesse. Non attraverso sondaggi occasionali o statistiche aggregate con mesi di ritardo, ma in tempo reale, con un metodo scientifico e un’infrastruttura leggera, scalabile, già operativa.
Cosa abbiamo costruito
SATI è una piattaforma phygital brevettata che restituisce alle destinazioni turistiche la capacità di conoscere se stesse. Il meccanismo centrale è la Meta Mappa: una mappa digitale interattiva distribuita ai turisti prima e durante la visita. Non un’app da scaricare, non un totem da installare — uno strumento che il visitatore usa spontaneamente perché lo aiuta davvero a esplorare meglio. Ogni interazione genera un dato anonimo che alimenta il nostro algoritmo di stima proprietario.
L’algoritmo combina tre fonti: i dati di utilizzo della Meta Mappa (peso 40%), le variazioni di connessione alla rete WiFi pubblica (35%), e il rapporto sosta/transito rilevato da sensori ottici come il Milesight VS125-P (25%). Il risultato è una stima del flusso turistico reale — non dichiarato, non campionato — con una precisione difficilmente raggiungibile con gli strumenti tradizionali.
Un punto che ci tengo sempre a sottolineare: SATI non traccia singoli individui. Tutti i dati sono aggregati e anonimi, nel pieno rispetto del GDPR. Per le pubbliche amministrazioni con cui lavoriamo, questo non è un dettaglio tecnico — è spesso il presupposto che rende possibile la conversazione.
La piattaforma integra anche moduli di realtà aumentata e virtuale per la valorizzazione dei siti storici (“Point & See”), strumenti di analisi semantica dei contenuti generati dagli utenti, e un’architettura aperta compatibile con i sistemi già in uso dalle PA. Il sistema è protetto dal brevetto UIBM n. 102025000007887, depositato il 10 aprile 2025, con report di ricerca EPO già ricevuto dall’Aia.
Il riconoscimento che ha cambiato la prospettiva
Nel 2025 è arrivata una notizia che ha cambiato il modo in cui guardiamo al percorso che stiamo facendo.
Fondazione CHANGES — il partenariato esteso del PNRR che coinvolge la Sapienza Università di Roma e altri atenei e centri di ricerca nazionali — ci ha selezionati nell’ambito del bando per la valorizzazione degli asset immateriali delle startup innovative. Una Commissione scientifica indipendente ha esaminato la nostra proposta — “Sistema interattivo per accesso controllato a contenuti digitali di tipo turistico, informativo, promozionale o ludico” — e ha deciso di investire: licenza non esclusiva a €50.000 (Prot. CHANGES-BAN-0007, CUP: B83D22001210006).
Voglio essere preciso su cosa significa questo risultato, perché è facile confonderlo con altri tipi di riconoscimento. Non è un premio di pitch. Non è l’ammissione a un acceleratore. È un soggetto terzo autorevole — istituzionale, accademico, finanziato dal PNRR — che ha analizzato nel merito la nostra tecnologia e ha scelto di investirci. Per noi, startup nata nel 2024 nel Sannio campano, la differenza non è sottile.
SATI non genera valore solo nel mercato B2G delle pubbliche amministrazioni. Genera valore nel perimetro della ricerca e dell’innovazione culturale italiana. Questa è una consapevolezza nuova, e ci apre strade che all’inizio non avevamo immaginato.
Tutto questo è stato costruito insieme a un team straordinario: Valentino Vitale, Alessandro Ciotola — e a tutte le persone che in questi mesi hanno creduto nel progetto, tra cui Loris Lanzellotti e la rete di Fondazione Ampioraggio, che ci ha dato uno spazio per raccontare questa storia.
Il percorso è appena cominciato. Ma oggi sappiamo che la direzione è quella giusta.
Alfonso Consalvo, CEO e Founder di Italy VR Experience S.r.l. e co-inventore della piattaforma SATI.
